Grovigli

Grovigli
Sinossi

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Sinossi

La serie di  opere  “Grovigli”  sono  ammassi di fili  intricati che ricordano i meandri complessi del cervello.
Meandri  multiformi che parlano di perdizione e redenzione, di coraggio  e paura, di bene e male, di misteri occulti e segreti gelosamente custoditi.
Intrecci  inestricabili, labirinti complicati, nei quali è facile smarrirsi,  tuttavia con un forte  desiderio  di  districarli in qualche modo.
Dunque  i garbugli di Minoliti simboleggiano il caos, ma allo stesso tempo lo sforzo di imporgli  un ordine.
Occorre coraggio e intelligenza nell’intraprendere  un percorso tortuoso dall’inizio fino alla fine. 
Già il mito del  Minotauro  ci racconta che Teseo riuscì a tornare indietro, dopo aver abbattuto il mostro, solo grazie al filo di Arianna, un gomitolo da srotolare all’ ingresso per ritrovare l’uscita.
Il filo di Arianna esprime dunque la nostra volontà razionale:  solo affrontando un percorso  si può vincere  il terrore  del mostro  e  tornare   indietro trasformati e  iniziati ad una nuova vita.
Benché i grovigli dell’artista siano racchiusi in spazi apparentemente limitati, indicano un viaggio oltre il limite, verso una dimensione  ancora da esplorare.
In breve, il groviglio  è  l’emblema  universale della ricerca dell’infinito, e dunque del “plus  ultra”, del non-limite da parte di noi esseri finiti e limitati.